Nella Basilica di Loreto sabato 23 maggio 2026 per il quinto anno abbiamo vissuto la Veglia Ecumenica di Pentecoste, un momento atteso e desiderato da tutti i cristiani delle diverse Chiese per ritrovarsi come fratelli nello Spirito di Pentecoste. E’ un appuntamento che ormai è diventato una tradizione consolidata sia per il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche che lo considera un pilastro delle attività annuali, che per l’Ufficio Regionale per l’Ecumenismo e per la Diocesi di Loreto, ed è al contempo un momento che riempie di stupore sempre nuovo nella gioia dello Spirito. Alle 21, dopo una breve introduzione in cui l’incaricata regionale per l’ecumenismo sintetizza gli eventi ecumenici internazionali di questi ultimi mesi, come la Charta Oecumenica del novembre 2025 e il Patto tra le Chiese Cristiane del gennaio 2026, i delegati regionali della Chiesa Battista, della Chiesa Avventista del Settimo Giorno, della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Costantinopoli, della Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Romania entrano in Basilica per celebrare insieme la Liturgia ecumenica della Parola. Quest’anno in modo speciale si vuole ricordare il 15° anniversario della fondazione Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, avvenuta a Loreto nella Pentecoste 2011.
Presiede la Celebrazione S. E. MONS. DAL CIN, che dal 2022 ha ideato e promosso la realizzazione della Veglia Ecumenica di Pentecoste. La celebrazione vede la partecipazione del clero di Loreto e degli Ordini religiosi ed è sostenuta dalla preghiera degli Ordini contemplativi, sempre più sensibili ai temi ecumenici e sempre più desiderosi di una formazione adeguata in tal senso. Quest’anno la Veglia Ecumenica è caratterizzata da uno straordinario afflusso di gente, al punto che non si trova più posto a sedere: non troviamo solo i loretani, ma anche pellegrini provenienti dalle città delle Marche e dalle varie zone d’Italia, e si può apprezzare il coinvolgimento di movimenti ecclesiali come il Rinnovamento nello Spirito. C’è dunque una partecipazione bella e commovente, segno che il popolo di Dio sta diventando sempre più consapevole dell’importanza di vivere come eventi ecumenici i momenti salienti dell’anno liturgico, senza dover relegare l’ecumenismo soltanto alla Settimana per l’Unità dei cristiani. Bella e commovente è l’animazione liturgica, anch’essa ecumenica: oltre alla presenza della Corale della Basilica di Loreto, si è potuta apprezzare particolarmente la tradizione della Chiesa greco ortodossa, grazie al prezioso contributo offerto dal Coro Bizantino della Cattedrale Ortodossa di Rimini con il canto liturgico secondo la modalità dell’ottoeco. Molto suggestiva l’accensione del pallone di fuoco, accompagnata da brani della tradizione ortodossa eseguiti al violino proposto dalla violinista serba ortodossa Snezana Tintor. Ogni anno la celebrazione ecumenica viene preceduta dalla cena fraterna, che quest’anno ha avuto una sorprendente composizione “polifonica”: tra i trentacinque partecipanti, trenta persone provengono dalle diverse Chiese, e quindi Ortodossi di Costantinopoli, Ortodossi di Romani, Avventisti del Settimo Giorno, Battisti, mentre i cattolici sono soltanto cinque! Non si tratta quindi solo di un gesto di ospitalità e accoglienza, ma di un momento molto importante per meglio conoscersi e apprezzarsi a vicenda nella convivialità, nel dialogo e nella condivisione, coinvolgendo non solo i delegati ma anche il “popolo di Dio” delle diverse Chiese. Tutto questo ci ha riempito di gioia, anche perché nessuno dall’esterno avrebbe potuto distinguere le diverse provenienze, ma avrebbe visto solo dei fratelli felici di stare insieme come amici di vecchia data. Nel gennaio 2026 nel Simposio di Bari tutte le Chiese cristiane presenti in Italia, dalle Antiche Chiese Orientali alla Chiesa Ortodossa, dalla Chiesa Anglicana alle Chiese Riformate, hanno firmato un patto in cui si impegnano “a riconoscersi reciprocamente come comunità cristiane autentiche animate dallo stesso Spirito”. Ed è proprio questa la direzione in cui stiamo andando nelle Marche: un cammino verso Cristo, con Maria e nella luce dello Spirito. E riscoprendo sempre più la vocazione ecumenica della S. Casa: Casa della Madre che accoglie e abbraccia tutti coloro che si riconoscono fratelli in Cristo, generati a vita nuova come diversità riconciliata dallo Spirito di Pentecoste.
Viviana de Marco, incaricata regionale per l’Ecumenismo, vicepresidente del Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche










