Il 18 dicembre 2025 ci siamo trovati in Basilica con il Consiglio delle Chiese Cristiane delle Marche, e cioè come cristiani delle Chiese dell’Ortodossia e della Riforma presenti nella nostra regione, per una celebrazione ecumenica per l’Avvento. Non è la prima volta che si fa una celebrazione ecumenica al di fuori della Settimana per l’unità dei Cristiani. A Loreto è la terza volta, mentre la veglia ecumenica di Pentecoste conta ormai 4 “edizioni”. E’ infatti una scelta dell’attuale Commissione Regionale per l’ecumenismo e del Consiglio delle Chiese, il fatto di non concentrare eventi ecumenici esclusivamente nella settimana per l’unità dei cristiani che come noto da più di 100 anni si svolge dal 18 al 25 gennaio, ma piuttosto di condividere insieme i momenti fondamentali dell’anno liturgico, quindi il Natale, la Pasqua, la Pentecoste. E a Loreto questa volta la basilica era piena! Mai abbiamo avuto una partecipazione di popolo così bella e incisiva, segno che l’ecumenismo ormai sta entrando nel popolo di Dio e non solo tra gli “addetti ai lavori”.
Presenti, oltre ai delegati del Consiglio delle Chiese, che come noto, è nato proprio a Loreto nel 2011, e alla sottoscritta, incaricata regionale per l’Ecumenismo, i vescovi S. E. Mons Rocco Pennacchio, Delegato regionale per l’Ecumenismo, e S. E. Mons. Fabio Dal Cin. L’animazione liturgica è stata offerta dal Coro bizantino di soli uomini della Cattedrale Ortodossa di Rimini che come quartetto ha cantato a cappella in modo mirabile. Prima della celebrazione della Parola, si è voluto ricordare il 60° anniversario della conclusione del Concilio Vaticano II e della cancellazione delle scomuniche tra Chiesa Cattolica e Chiesa ortodossa del patriarcato di Costantinopoli, evento storico straordinario avvenuto il 7 dicembre 1965 nello storico abbraccio tra Paolo VI e il Patriarca Athenagoras. Ho potuto personalmente offrire una sintesi storico teologica del Concilio Vaticano II, di questo evento della cancellazione delle scomuniche avvenuto dopo 900 anni di separazione, diffidenza reciproca e tensioni e delle linee fondamentali di sviluppo dell’ecumenismo in questi 60 anni. Si tratta di una relazione che ho potuto presentare a Venezia il 2 dicembre in un evento ecumenico nazionale alla presenza del card. Zuppi e del Metropolita ortodosso Polycarpos, e che ho voluto riproporre a Loreto, con l’accompagnamento musicale al violino ad opera di Snezana Tintor, per rendere consapevole la “nostra gente” di quello che lo Spirito ha operato a livello ecumenico in questi 60 anni. E in effetti si poteva comprendere come quella di Loreto fosse non un evento sporadico o estemporaneo, ma un passo importante del cammino ecumenico che stiamo facendo come Chiesa delle Marche e come Chiesa Cattolica universale. La celebrazione ecumenica del 18 dicembre non è stata quindi solo la celebrazione della Parola “spezzata” dai delegati delle diverse Chiese, ma un evento composito, fatto di comunione e spiritualità, di canto e musica che favoriscono la contemplazione del Mistero, di cena fraterna, di rapporti di amicizia e di vera comunione costruiti nel corso degli anni tra i delegati delle diverse Chiese, i nostri vescovi, i nostri sacerdoti, i delegati diocesani per l’ecumenismo e con p. Alessandro Rettore della Basilica e d. Flaviano, che curano l’organizzazione concreta. E con gli ortodossi il rapporto si è particolarmente approfondito e consolidato alla luce dell’Eucaristia in questi ultimi anni, in cui è stato concesso loro di celebrare la Divina Liturgia in Basilica una volta al mese. E in questo clima di fraternità e sincera amicizia percepibile da tutto il popolo di Dio presente in Basilica, e tra tutti noi che cerchiamo di “servire”, per quanto possibile, la Chiesa e la vocazione all’ecumenismo e all’unità, sembrava che il Signore presente tra noi potesse dirci: “Non vi ho chiamato servi, ma amici”.
Viviana De Marco
Incaricata Regionale per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso
