Una delegazione marchigiana degli uffici liturgici e di pastorale della salute ha partecipato a Lourdes al corso per i ministri straordinari della comunione che si è svolto dal 19 al 22 ottobre 2025 su iniziativa dell’Ufficio Nazionale di Pastorale della Salute e dell’Ufficio liturgico nazionale. Gli incontri formativi e i momenti di preghiera si sono svolti nella cornice del santuario dei Pirenei, la cui storia e spiritualità ci consegnano anche i tratti essenziali del servizio dei ministri straordinari: Eucaristia, cura dei malati e pietà mariana.
Ministri della Comunione in cammino di conversione a Lourdes
Sono state giornate indimenticabili quelle trascorse a Lourdes, a partire dal viaggio in pullman che da Jesi ci ha condotti fino ai piedi dei Pirenei. Giornate intense di ascolto, di silenzio, di preghiera e di profonda comunione tra noi: un gruppo di venti pellegrini guidati da Marcella Coppa: un’esperienza che resterà impressa nei nostri cuori.
Per molti l’incontro a Lourdes con Maria per accompagnare i malati e per ritrovarsi nella fede insieme a migliaia di cristiani provenienti da ogni parte del mondo è una consuetudine, per altri, invece, è stata la prima volta: un’esperienza nuova, che ha lasciato emozioni forti, difficili da contenere — così intense da sembrare impossibile “metterle nello zaino”, troppo piccolo per accoglierle tutte.
Lourdes è un luogo da visitare con gli occhi, ma soprattutto da vivere con il cuore: un luogo che lascia il desiderio di rinnovarsi, di cambiare strada, di guardare il proprio cammino con più forza, coraggio, intensità e gioia.
Ripensando ai momenti più significativi di questi tre giorni, sono nate molte riflessioni: il viaggio è iniziato molto prima della partenza — già nel momento della decisione e dell’attesa.
Il viaggio
Questo viaggio a Lourdes nasce da un desiderio personale, ma anche da un invito: senti che devi andare, che qualcuno ti aspetta. Parti con la gioia e l’entusiasmo di vivere un’esperienza unica, di incontrare Maria, la Madre di Gesù.
Eppure, insieme alla gioia, c’è anche un po’ di timore: paura di non essere pronta, di non sentire nulla di speciale, di vivere tutto come una semplice gita e tornare a casa delusa.
Preparare la valigia è già un modo per prepararsi interiormente: non sai cosa ti aspetta, ma intuisci che è un’occasione da non perdere, un dono di grazia.
Già durante il viaggio in pullman si respira un clima speciale: preghiere, rosari, chiacchiere tra persone che si conoscono da sempre e altre mai incontrate prima ma, nel giro di poche ore, è come se ci si conoscesse da sempre: si parla, si scherza, ci si racconta con il cuore aperto e ci si sente comunità. Ecco il primo segnale: Lourdes si vive insieme, non da soli!
Per me e Giorgio è stata la prima esperienza, il nostro primo viaggio a Lourdes — e, in un certo senso, la partenza della nostra vita da neo pensionati. L’ho paragonata a un nuovo inizio, un po’ come il matrimonio: una partenza di coppia, umana e spirituale, fatta di condivisione, fatica, impegno e cammino insieme. Essere stati a Lourdes è stato come rinnovare una promessa: decidere di condividere ancora la vita aiutandosi a vicenda, iniziando un nuovo cammino, questa volta soprattutto interiore e spirituale.
L’esperienza personale
Passeggiando per Lourdes, la prima impressione è stata quella di un luogo che ti accoglie.
Pur essendo piena di pellegrini provenienti da tutto il mondo, si percepisce una pace profonda: silenzi, canti, preghiere, volti sorridenti che si incrociano e si riconoscono fratelli.
Entrare nella Grotta per la prima volta ha provocato un brivido: pensare che in quella piccola cavità, semplice e quasi insignificante, Maria è apparsa più volte a Bernadette, riempie il cuore di stupore. È il mistero della piccolezza che diventa grandezza: una bambina fragile, una grotta umile, eppure il luogo in cui Maria ha teso e continua a tendere la mano all’umanità per accompagnarla verso il Signore.
In quel momento non so dire se ho pregato: ho solo ascoltato, in silenzio, lasciando spazio alle emozioni e alla presenza. Ho sentito come uno sguardo su di me, come a dire: “Tra tutte queste persone, io vedo anche te. Sei nei miei pensieri e nel mio cuore.”
Il cammino di formazione
“Signore, non ho nessuno che mi immerga.”
Non poteva esserci luogo migliore per vivere giorni così intensi di formazione spirituale e pastorale: per la prima volta, un centinaio di Ministri Straordinari della Comunione si sono riuniti a Lourdes, rappresentando gli oltre 100.000 presenti in Italia; un’esperienza “pilota”, nata per offrire un percorso di crescita da continuare poi nelle rispettive comunità parrocchiali.
Durante gli incontri di formazione e di preghiera ci è stata donata una grande ricchezza — spirituale, umana e pastorale. Abbiamo condiviso esperienze e riflessioni scoprendo la bellezza della diversità e dell’unità nella fede.
Mi risuonano ancora dentro come un’eco parole forti: “Gesù non ci ama nonostante le nostre fragilità, ma attraverso di esse.”
Come al lebbroso, anche a ciascuno di noi dice: “Vuoi guarire? Allora alzati e cammina! Lascia alle spalle il passato, trova la forza di camminare nel futuro, rinnovato dalla grazia. Rallegrati e cammina con gioia.”
Molto toccante la testimonianza di Antonietta Raco, guarita da una sclerosi dopo un viaggio a Lourdes nel 2009 — un miracolo riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa dopo 14 anni di verifiche medico-scientifiche.
Antonietta partì in sedia a rotelle, impossibilitata a camminare. A Lourdes, davanti alla Madonna, sentì un calore fortissimo, un abbraccio. Tornata a casa, trovò la forza di alzarsi e di camminare. Oggi, la sua guarigione resta scientificamente inspiegabile: è il 72° miracolo riconosciuto per intercessione della Madonna di Lourdes.
Come Ministri e prima ancora come cristiani, siamo chiamati a testimoniare con tutto noi stessi la tenerezza di Dio verso chi soffre, a prenderci cura, a fermarci, ad accompagnare — con parole e silenzi — chi attraversa la prova. Che nessuno possa più dire: “Non ho nessuno che mi immerga.”
La gratitudine
Sono stati intensi tutti i momenti vissuti insieme: il rosario alla Grotta, la processione eucaristica, la fiaccolata serale, la messa internazionale. Migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo che pregano e cantano in lingue diverse, ma con un unico cuore, è stato come sentire un assaggio di cielo sulla terra: pur non conoscendo chi ti sta accanto, ti senti unito, parte di un solo corpo, tante voci, un solo coro. Comprendi che la fede non è qualcosa di individuale o privato, ma comunione, dove nessuno è straniero, tutti fratelli, uniti da un’unica fede.
Sono tornata da Lourdes con il cuore colmo di gratitudine, con un sorriso nuovo e una luce dentro che non si spegne: la consapevolezza che il Signore ci cammina sempre accanto, non siamo mai soli, e Maria è il filo che ci unisce; con tenerezza ci precede e accompagna ogni nostro passo.
Lorella








