Un codice per una nuova Europa – Ancona 23 ottobre 2026

di Franco Veccia

In un contesto internazionale segnato da “incertezze” e da “timori per la pace”, il tema dell’Europa torna con forza al centro del dibattito pubblico e politico. Non solo come spazio economico o istituzionale, ma come progetto storico e culturale che chiede di essere ripensato nelle sue fondamenta. È su questo crinale che si colloca l’iniziativa di un Convegno Regionale ad Ancona organizzato da associazioni e movimenti di ispirazione cristiana, sul senso e sull’attualità del “Codice per una nuova Europa”, nel solco dell’esperienza di Camaldoli.
Si tratta di un documento della massima importanza, un codice per una nuova Camaldoli, richiamando il valore che ebbe il primo Codice di Camaldoli: “ispirò la nostra stessa carta costituzionale con riferimento alla sua anima, diciamo, più personalistica, di ispirazione più cristiana. Una “operazione di lievito” che oggi viene riproposta in ambito europeo, a partire dalla consapevolezza che l’Europa deve acquisire una sempre maggiore consapevolezza della propria unità e della propria identità.
L’ Europa contemporanea è sotto pressione: oggi è attaccata da più parti, sia da potenze tradizionalmente ostili sia da potenze che storicamente ci erano sempre state amiche, ma che oggi sembrano non sopportare più, diciamo, questo ruolo che abbiamo a lungo avuto di loro interlocutori privilegiati. In questo scenario, l’Unione rischia di restare prigioniera di una visione riduttiva: l’Europa per diventare anima, cosa della quale ci accorgiamo non poter fare a meno, non può continuare a fondarsi su dei non-valori, cioè sulla disidentificazione da qualunque tipo di valore identitario.
Da qui il nodo delle radici. Il contributo dei cattolici e in generale dei cristiani europei. Il più prezioso contributo non può che consistere in questo, cioè nell’aiutare a riscoprire le radici comuni. Non per costruire chiusure: non naturalmente in un clima di esclusivismo e di discriminazione nei confronti di chi cristiano non è. L’identità europea è, prima di tutto, un fatto storico-culturale: L’Europa non è il prodotto della geografia è il prodotto della storia e della cultura. L’Europa e la sua irrinunciabile identità sono il prodotto di un’esperienza storica che è innanzitutto di tipo spirituale, di tipo culturale.

Certi che questo appuntamento possa rappresentare un’importante occasione di crescita, di discernimento ecclesiale e di rafforzamento delle reti territoriali ed un invito alla consapevolezza della propria responsabilità e della necessità di partecipare alla vita pubblica, a livello europeo.